Ebbene sì, ne hanno tirata fuori una nuova! La nuova normativa prevede infatti un bottone o una voce linkata “recedi ora” (o simile) sempre visibile su tutti gli e-commerce.
Si, posso riconoscere che spesso acquistare è facilissimo, mentre recedere… un po’ meno. Alla fine, se ci pensi, per comprare bastano due click, una carta salvata e via. Per annullare invece a volte bisogna smado***re cercare una pagina nascosta, scaricare un modulo PDF, inviare una PEC, scrivere all’assistenza, aspettare una risposta… e sperare di aver fatto tutto nel modo corretto.
Ecco, la nuova normativa europea (si presuppone) nasca proprio per ridurre questo squilibrio.
Con la Direttiva (UE) 2023/2673 del 22 novembre 2023, che modifica la Direttiva 2011/83/UE sui diritti dei consumatori, viene introdotta una nuova funzione digitale per esercitare il diritto di recesso online. In Italia la novità è stata recepita con il D.Lgs. 31 dicembre 2025, n. 209, che ha inserito nel Codice del Consumo il nuovo art. 54-bis. Le nuove disposizioni si applicano dal 19 giugno 2026 ai contratti conclusi successivamente a quella data.
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Recesso online facile e immediato
Partiamo col dire che non è per forza un pulsante con scritto esattamente così: La normativa parla di una funzione di recesso online, cioè uno strumento digitale che permetta al consumatore di comunicare in modo semplice la propria volontà di recedere da un contratto concluso online.
Il nuovo art. 54-bis del Codice del Consumo prevede che, per i contratti a distanza conclusi tramite un’interfaccia online, il professionista debba consentire al consumatore di recedere anche attraverso una funzione digitale.
Questa funzione deve permettere l’invio di una dichiarazione di recesso online e deve consentire al consumatore di fornire o confermare facilmente almeno nome, elementi identificativi del contratto e mezzo elettronico (email) per ricevere la conferma.
👉🏻 In parole semplici? Se un utente ha effettuato un acquisto online (concluso un contratto online) e ha diritto al recesso, deve poterlo esercitare online, senza dover fare la caccia al tesoro.
A chi si applica il nuovo obbligo sul diritto di recesso
L’obbligo riguarda i contratti a distanza conclusi tramite un’interfaccia online, quindi non solo il classico e-commerce che vende prodotti fisici ma anche ad esempio:
- ecommerce B2C;
- piattaforme che vendono servizi online;
- abbonamenti digitali;
- corsi acquistabili online;
- servizi conclusi tramite sito o area riservata;
- contratti finanziari a distanza, che sono uno dei punti centrali della Direttiva.
La cosa importante è questa: stiamo parlando di rapporti con consumatori, quindi ambito B2C, e di contratti conclusi online. Non tutti i casi sono uguali e non tutti i prodotti o servizi prevedono sempre il diritto di recesso, perché esistono eccezioni già previste dal Codice del Consumo, ma quando il diritto di recesso esiste, il sito deve renderlo esercitabile in modo semplice anche online!
Cosa deve permettere di fare la funzione di recesso
La funzione digitale deve essere chiara, accessibile e disponibile per tutto il periodo in cui il consumatore può esercitare il recesso.
In pratica dovrebbe permettere all’utente di:
- identificarsi;
- indicare il contratto o l’ordine da cui vuole recedere;
- indicare un contatto elettronico, ad esempio l’email;
- confermare la volontà di recedere;
- ricevere una conferma dell’avvenuta richiesta.
Attenzione quindi perchè la normativa prevede anche un passaggio finale di conferma, ovvero il consumatore deve poter confermare la dichiarazione di recesso con una funzione chiara, ad esempio un pulsante “Conferma recesso”.
Dopo l’invio, il sito deve inviare una ricevuta (conferma email) con il contenuto della dichiarazione e la data e ora di ricezione.
Quindi no, non basta un generico “scrivici se vuoi annullare”.
Perché non basta una semplice pagina “Resi e rimborsi”
Una pagina informativa resta utile, e le condizioni di vendita e l’informativa sul diritto di recesso vanno comunque aggiornate, ma differenza sostanziale è che una pagina “Resi e rimborsi” spiega cosa fare, mentre una funzione di recesso permette di farlo direttamente, in modo semplice.
Quindi il sito dovrebbe avere un percorso concreto:
- pulsante / link
- modulo
- riepilogo modulo
- conferma (tramite bottone / invio)
- ricevuta al cliente (con recap dati e data/ora di invio)
Dove inserire il pulsante sul sito
Il pulsante o link alla funzione di recesso dovrebbe essere facile da trovare, per cui le soluzioni che mi vengono in mente possono essere:
- Footer: link sempre visibile e facile da trovare
- Nella pagina Account – solo se il tuo e-commerce la usa ed è attivata di default per tutti
Poi, oltre a queste sezioni potresi inserirlo anche in:
- pagina “Termini e condizioni”
- pagina “Resi e rimborsi”
- dettaglio ordine – extra, ma potrebbe essere utile
- email transazionali, dove ha senso
Per riassumere
Il nuovo obbligo del pulsante di recesso online non va visto solo come l’ennesima rogna normativa da sistemare in fretta e furia (ma già vedo i tuoi occhi rigirarsi… lo so, lo so, facile da dire ma per chi lo deve implementare è una gran rottura di zebedei) però è un adeguamento tecnico e legale e sì, richiede attenzione…
Sì, un sacco molti siti dovranno essere aggiornati!
Però è anche un’occasione per progettare meglio l’esperienza utente… vediamola così! 🙃
Perché ricordiamoci che un sito professionale non deve rendere semplice solo acquistare, ma deve rendere chiari e gestibili anche tutti quei passaggi meno “felici” (come il recesso) il reso o l’annullamento di un servizio.
Se devi adeguarti e non sai come fare, sai a chi chiedere!







