Quale piattaforma scegliere per il tuo e-commerce?

Dal blog

Ci siamo: hai deciso di aprire il tuo e-commerce, hai letto il mio articolo sulla partita iva e seguito tutti i consigli che do quotidianamente su Instagram per scegliere, ad esempio, il modello di business, ma ora tocca alla piattaforma: quale scegliere, qual è la migliore per sviluppare un e-commerce?

Le 4 migliori piattaforme per e-commerce: pro e contro per scegliere

Non esiste una risposta univoca alla domanda: quale piattaforma scegliere per l’e-commerce? Molto dipende da ciò che devi fare, dal numero di prodotti che vuoi vendere, dagli ordini che evadi giornalmente, dai pagamenti, dal grado di personalizzazione che vuoi ottenere, insomma… gli aspetti da prendere in considerazione sono tanti. Prima di scegliere la piattaforma, infatti, dovrai avere ben studiato il modello di vendita che preferisci mettere in atto, avere in mente il tuo target di riferimento, sapere come compra e da quali dispositivi, avere già un’identità di brand delineata, tanta roba!

Perciò, se hai già deciso tutto questo, qui di seguito prendiamo in considerazione pro e contro delle 4 migliori (o più utilizzate) piattaforme per e-commerce.


Shopify

Impossibile non averne mai sentito parlare: Shopify è molto famoso e probabilmente il più utilizzato. Il perché è semplice: non devi avere praticamente nessuna competenza tecnica, non devi fare installazioni lato server, non devi utilizzare il codice. Shopify è un SaaS (software as a service), perciò ti basterà completare l’iscrizione ed eseguire il pagamento (i piani partono da 29 $ al mese fino a un massimo di 299 $ per e-commerce già avviati) e potrai accedere con le tue credenziali a un pannello di semplicissima gestione. WordPress ti sembra semplice? Shopify lo è persino di più.

Naturalmente, ci sono anche i contro in tutto questo: una volta acquistato il tema (ce ne sono anche di gratuiti), non è possibile fare nessuna personalizzazione grafica (se non il cambio colore e poche altre cose a seconda del tema) nè, a ben vedere, cambiarlo una volta scelto.
Puoi acquistare dei temi e delle integrazioni, ma non puoi accedere al codice o inserire chissà quali componenti multimediali. I plugin di terze parti, chiamate app, sono tutti a pagamento. Puoi gestire il menù del tuo e-commerce, ma Shopify costruisce l’url in maniera autonoma, secondo uno schema prestabilito e uguale per tutti, utilizzando, per esempio, /products/ e /collections/.

Da quest’ultimo punto puoi comprendere che non è nemmeno possibile accedere ai file del server per un’ottimizzazione accurata, motivo per cui Shopify non è proprio simpatico a chi si occupa di SEO. Ma gli aggiornamenti degli ultimi anni lo hanno reso performante e soprattutto Google friendly: le funzionalità responsive sono già attive e potrai comunque personalizzare SEO Title e Meta description; Shopify si occupa, ad esempio, anche del reindirizzamento dei link. Tutto ciò, ovviamente, non basta: perché la SEO funzioni ci vuole una strategia preliminare basata sui prodotti e sul modo di raggiungerli, in cui la piattaforma è influente ma solo fino a un certo punto.

Su Shopify è anche possibile aggiungere un blog, molto utile per curare una strategia di content marketing.

Conclusioni: per chi è all’inizio e ha poco budget, è ottimo anche se si hanno molti prodotti. Per e-commerce avviati e più complessi, è preferibile investire su un team di sviluppatori per poter personalizzare al meglio il tuo sito di e-commerce.


WooCommerce

È un’integrazione gratuita di WordPress, la cui interfaccia è altrettanto semplice e perciò prenderci la mano sarà un gioco da ragazzi. La parte grafica ed estetica è gestita con i temi di WordPress, la scelta, dunque, è molto vasta, sia in modalità gratuita che a pagamento. Rispetto a Shopify il vantaggio è certamente il livello di personalizzazione e la possibilità di accedere facilmente al codice, operazioni che in ogni caso ti consiglio di affidare a un web designer o sviluppatore. Tu sarai poi in grado di gestire il tuo e-commerce e l’inserimento dei prodotti direttamente dalla bacheca di WordPress.

Ci sono moltissimi plugin gratuiti che puoi integrare con WooCommerce, tuttavia ti consiglio investire qualcosa in più e affidarti a plugin a pagamento, con supporto e aggiornamenti costanti. È inoltre possibile collegare WooCommerce con servizi di terze parti, come per esempio MailChimp o MailerLite, per avere un flusso di contenuti marketing più funzionale. Ma attenzione a non affollare il sito di plugin, le performance potrebbero abbassarsi notevolmente!

Conclusioni: WooCommerce è consigliato per un’idea più personalizzata di e-commerce, ma comunque per un volume prodotti non troppo elevato. Non ha costi fissi ed esistono molto add-ons e plugin terze parti gratuiti. È necessario un buon hosting – ma questo sempre! – per supportare a dovere il caricamento delle pagine. Così come WordPress, infatti, il peso e la quantità dei plugin, il tema e il l’eventuale builder utilizzato, influiscono sulle performance del sito e un caricamento lento, soprattutto in fase di acquisti, non piace a nessuno!


Magento

Magento è una piattaforma open source (come WordPress) molto complessa e varia. Tuttavia, una volta gestito da uno sviluppatore, utilizzare l’area amministrativa non è un problema: puoi gestire anche le fatture e il check out senza registrazione, così come i pagamenti con carta di credito, i bonifici e le spese di spedizione.

Gestirlo dal punto di vista grafico e tecnico, invece, non è uno scherzo: ci vuole uno sviluppatore, e anche gli aggiornamenti e la manutenzione devono essere fatti in ambiente di sviluppo. Detto questo, c’è la versione gratuita che ha praticamente tutte le funzionalità ma non offre la possibilità di accedere all’assistenza. La versione a pagamento, invece, richiede una licenza annuale in base al fatturato, così come delle spese di commissione sempre in percentuale. Il livello di sicurezza degli e-commerce realizzati con Magento, inoltre, è davvero elevato.

Conclusioni:se hai un budget importante così come migliaia di prodotti, affidarsi a uno sviluppatore è la scelta opportuna per Magento, essendo una piattaforma molto più complessa rispetto Shopify o WooCommerce.


Prestashop

Prestashop è un po’ meno complesso da utilizzare di Magento, ma richiede comunque un certo livello di intervento da parte di uno sviluppatore. Il lato positivo, però, è che i template sono realizzati in php, che permette di tenere separati grafica e programmazione: web designer e sviluppatore possono lavorare in modo autonomo e indipendente.

Prestashop è facile da usare e consente anche di vendere infoprodotti. Nella versione Cloud, inoltre, si può delegare hosting e server alla gestione diretta di Prestashop, un po’ come accade con Shopify. Il core è gratuito ma tutti i moduli sono a pagamento, e questo può risultare alla fine molto oneroso.

Se desideri cambiare tema, tuttavia, non sarà così semplice. Infine, uno degli aspetti negativi di Prestashop è anche la mancanza di supporto professionale, il quale è dato principalmente dalla community.

Conclusioni: adatto a una mole bassa di prodotti, Prestashop è gratuito ma è necessario l’intervento di uno sviluppatore per fare aggiornamenti e aggiustare i frequenti bug.


Quale piattaforma e-commerce scegliere?

Ora veniamo alle vere e proprie conclusioni: come dicevo sopra non c’è un’unica risposta e queste sono solo 4 piattaforme di e-commerce tra le innumerevoli in circolazione. Sicuramente sono le più utilizzate, ma ogni caso va studiato a parte, secondo caratteristiche del business e soprattutto obiettivi.

Il mio consiglio, come sempre, è prima definire tutto con il commercialista e poi farsi guidare da un web designer. Nel mio servizio, però, ho accumunato le due figure in una consulenza unica: ti va di dare un’occhiata?

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