Siti web accessibili: chi è obbligato per legge

Pubblicato il 25 Gennaio 2026
Aggiornato il 25 Gennaio 2026

Negli ultimi mesi si parla sempre più spesso di accessibilità digitale, European Accessibility Act, WCAG, dichiarazione di accessibilità e nuovi obblighi per siti web ed e-commerce.
Il problema è che circolano informazioni frammentarie, spesso allarmistiche o poco precise.

La verità è più semplice: non tutti sono obbligati allo stesso modo, e gli obblighi dipendono da chi sei e che tipo di servizio digitale offri (e non solo!).

In questo articolo troverai una panoramica chiara e aggiornata su chi è soggetto a questi obblighi di accessibilità in Italia ed Europa, basata su:

  • Legge 4/2004 (Legge Stanca) e D.lgs 106/2018
  • Linee guida AgID
  • Direttiva UE 2019/882 (European Accessibility Act – EAA)
  • Norma tecnica EN 301 549 (che richiama le WCAG 2.1 e 2.2)

Nota importante: l’accessibilità non è solo una buona pratica tecnica che noi web designer dovremmo sempre tenere in considerazione, ma in molti casi è un vero e proprio obbligo giuridico. Le condizioni di applicazione però variano molto in base al soggetto e al servizio offerto.


Pubbliche amministrazioni

Per le pubbliche amministrazioni non ci sono dubbi.

✅ La dichiarazione di accessibilità è obbligatoria.
✅ L’accessibilità di siti web e app è obbligatoria.
Non sono previste deroghe.

I riferimenti normativi sono:

  • Legge 4/2004 (Legge Stanca)
  • D.lgs 106/2018
  • Linee guida AgID
  • EN 301 549

L’obbligo riguarda tutti i siti web e le applicazioni mobili della PA.


Scuole paritarie

La situazione delle scuole paritarie invece dipende dal contesto.

✅ La dichiarazione di accessibilità è obbligatoria se la scuola è equiparata a servizio pubblico o beneficia di fondi pubblici.
✅ L’accessibilità è obbligatoria negli stessi casi.
Non sono previste deroghe.

Riferimenti normativi:

  • Legge 4/2004
  • D.lgs 106/2018
  • Linee guida AgID

La valutazione dipende dalla natura del servizio svolto e dai finanziamenti ricevuti.


Enti del Terzo Settore

Per gli Enti del Terzo Settore l’obbligo invece non è automatico.

⚠️ La dichiarazione di accessibilità è obbligatoria solo se ricevono contributi pubblici superiori a 10.000 euro annui.
⚠️ L’accessibilità è obbligatoria nelle stesse condizioni.
Non sono previste deroghe.

Riferimenti normativi:

  • Legge 4/2004
  • D.lgs 106/2018
  • Linee guida AgID
  • Decreto 13 dicembre 2021

Se un ETS non riceve contributi pubblici rilevanti, non rientra automaticamente nell’obbligo.


Associazioni culturali e piccole ONLUS

Per associazioni culturali e piccole ONLUS che non ricevono fondi pubblici:

❌ La dichiarazione di accessibilità non è obbligatoria.
❌ L’accessibilità non è obbligatoria.
Le deroghe sono permanenti.

Riferimenti normativi:

  • Linee guida AgID

Resta comunque fortemente consigliato adeguarsi, sia per inclusività che per bandi o collaborazioni future. Migliorare l’esperienza utente non può che far bene alla tua reputazione!


Privati beneficiari di fondi pubblici

Qui l’obbligo torna a essere molto concreto.

✅ La dichiarazione di accessibilità è obbligatoria per i progetti finanziati.
✅ L’accessibilità è obbligatoria per i prodotti e servizi finanziati.
Non sono previste deroghe.

Riferimenti normativi:

  • D.lgs 106/2018
  • EN 301 549

In pratica: se un sito, un portale o un servizio digitale è realizzato grazie a fondi pubblici, deve rispettare i requisiti di accessibilità.


PMI e grandi imprese (European Accessibility Act)

Questo è il punto che genera più confusione online.

⚠️ La dichiarazione di accessibilità è obbligatoria solo se l’azienda rientra nei servizi o prodotti coperti dall’EAA (European Accessibility Act).
⚠️ L’accessibilità è obbligatoria negli stessi casi.
⚠️ È possibile invocare l’onere sproporzionato, ma solo con documentazione tecnica adeguata, che tradotto vuol dire che è possibile chiedere una deroga solo se si dimostra, con documenti concreti, che adeguarsi all’accessibilità avrebbe un costo o un impatto davvero eccessivo per l’azienda. Non basta dichiararlo ovviamente, ma va dimostrato!

Riferimenti normativi:

  • Direttiva UE 2019/882 (EAA)
  • D.lgs 82/2022
  • EN 301 549

La precisazione fondamentale è questa: l’EAA non si applica a tutte le aziende in modo indiscriminato, ma solo a chi offre determinati servizi digitali al pubblico, tra cui:

  • e-commerce
  • servizi bancari e finanziari
  • piattaforme di prenotazione
  • ebook e piattaforme di lettura
  • servizi di trasporto
  • telecomunicazioni

Un sito vetrina aziendale, senza servizi digitali rivolti direttamente ai consumatori, non rientra automaticamente nell’obbligo EAA.


Microimprese (meno di 10 dipendenti)

In ambito EAA, le microimprese sono esentate.

❌ La dichiarazione di accessibilità non è obbligatoria.
❌ L’accessibilità non è obbligatoria.
Le deroghe sono permanenti.

Riferimenti normativi:

  • Direttiva UE 2019/882
  • D.lgs 82/2022

Attenzione però: una microimpresa può comunque rientrare negli obblighi se lavora per una pubblica amministrazione, gestisce un servizio pubblico o realizza progetti finanziati con fondi pubblici!


Altri soggetti privati non finanziati

Per i privati che non ricevono fondi pubblici e non rientrano nei servizi coperti dall’EAA:

❌ La dichiarazione di accessibilità non è obbligatoria.
❌ L’accessibilità non è obbligatoria.
Non servono deroghe.

Riferimenti normativi:

  • EN 301 549, applicabile su base volontaria o contrattuale

Detto questo, sempre più spesso l’accessibilità viene richiesta in gare, bandi, collaborazioni con enti pubblici o come requisito legato alla responsabilità sociale (ESG) per cui… occhio!


Freebie soggetti accessibilita

Chiarimento sulle WCAG

Le WCAG (Web Content Accessibility Guidelines) non sono una legge ma sono le linee guida tecniche internazionali per costruire siti accessibili e diventano vincolanti quando vengono richiamate da norme e regolamenti, come:

  • EN 301 549
  • Linee guida AgID
  • Direttiva EAA

Attualmente (nella maggior parte dei contesti) il livello richiesto è WCAG 2.1 livello AA, con un progressivo allineamento alle WCAG 2.2. (aiuto! 🫠).

Ad ogni modo, se ti restano ancora dubbi, puoi sempre contattarmi e richiedere una valutazione del tuo sito web!

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Sono Nicole, web designer e grafica freelance.

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Mi occupo di sviluppo di siti web responsive, e-commerce, blog e grafica da circa 15 anni. Dal 2018 aiuto piccoli imprenditori, artigiani e liberi professionisti a portare la propria attività online con successo.

Mi occupo inoltre di formazione e consulenza in UI design per aziende, web agency e freelance, ed offro supporto e percorsi di mentoring a web designer che desiderano decollare con la loro attività.

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