Negli ultimi mesi si parla sempre più spesso di accessibilità digitale, European Accessibility Act, WCAG, dichiarazione di accessibilità e nuovi obblighi per siti web ed e-commerce.
Il problema è che circolano informazioni frammentarie, spesso allarmistiche o poco precise.
La verità è più semplice: non tutti sono obbligati allo stesso modo, e gli obblighi dipendono da chi sei e che tipo di servizio digitale offri (e non solo!).
In questo articolo troverai una panoramica chiara e aggiornata su chi è soggetto a questi obblighi di accessibilità in Italia ed Europa, basata su:
- Legge 4/2004 (Legge Stanca) e D.lgs 106/2018
- Linee guida AgID
- Direttiva UE 2019/882 (European Accessibility Act – EAA)
- Norma tecnica EN 301 549 (che richiama le WCAG 2.1 e 2.2)
Nota importante: l’accessibilità non è solo una buona pratica tecnica che noi web designer dovremmo sempre tenere in considerazione, ma in molti casi è un vero e proprio obbligo giuridico. Le condizioni di applicazione però variano molto in base al soggetto e al servizio offerto.
Indice dei contenuti
Pubbliche amministrazioni
Per le pubbliche amministrazioni non ci sono dubbi.
✅ La dichiarazione di accessibilità è obbligatoria.
✅ L’accessibilità di siti web e app è obbligatoria.
Non sono previste deroghe.
I riferimenti normativi sono:
- Legge 4/2004 (Legge Stanca)
- D.lgs 106/2018
- Linee guida AgID
- EN 301 549
L’obbligo riguarda tutti i siti web e le applicazioni mobili della PA.
Scuole paritarie
La situazione delle scuole paritarie invece dipende dal contesto.
✅ La dichiarazione di accessibilità è obbligatoria se la scuola è equiparata a servizio pubblico o beneficia di fondi pubblici.
✅ L’accessibilità è obbligatoria negli stessi casi.
Non sono previste deroghe.
Riferimenti normativi:
- Legge 4/2004
- D.lgs 106/2018
- Linee guida AgID
La valutazione dipende dalla natura del servizio svolto e dai finanziamenti ricevuti.
Enti del Terzo Settore
Per gli Enti del Terzo Settore l’obbligo invece non è automatico.
⚠️ La dichiarazione di accessibilità è obbligatoria solo se ricevono contributi pubblici superiori a 10.000 euro annui.
⚠️ L’accessibilità è obbligatoria nelle stesse condizioni.
Non sono previste deroghe.
Riferimenti normativi:
- Legge 4/2004
- D.lgs 106/2018
- Linee guida AgID
- Decreto 13 dicembre 2021
Se un ETS non riceve contributi pubblici rilevanti, non rientra automaticamente nell’obbligo.
Associazioni culturali e piccole ONLUS
Per associazioni culturali e piccole ONLUS che non ricevono fondi pubblici:
❌ La dichiarazione di accessibilità non è obbligatoria.
❌ L’accessibilità non è obbligatoria.
Le deroghe sono permanenti.
Riferimenti normativi:
- Linee guida AgID
Resta comunque fortemente consigliato adeguarsi, sia per inclusività che per bandi o collaborazioni future. Migliorare l’esperienza utente non può che far bene alla tua reputazione!
Privati beneficiari di fondi pubblici
Qui l’obbligo torna a essere molto concreto.
✅ La dichiarazione di accessibilità è obbligatoria per i progetti finanziati.
✅ L’accessibilità è obbligatoria per i prodotti e servizi finanziati.
Non sono previste deroghe.
Riferimenti normativi:
- D.lgs 106/2018
- EN 301 549
In pratica: se un sito, un portale o un servizio digitale è realizzato grazie a fondi pubblici, deve rispettare i requisiti di accessibilità.
PMI e grandi imprese (European Accessibility Act)
Questo è il punto che genera più confusione online.
⚠️ La dichiarazione di accessibilità è obbligatoria solo se l’azienda rientra nei servizi o prodotti coperti dall’EAA (European Accessibility Act).
⚠️ L’accessibilità è obbligatoria negli stessi casi.
⚠️ È possibile invocare l’onere sproporzionato, ma solo con documentazione tecnica adeguata, che tradotto vuol dire che è possibile chiedere una deroga solo se si dimostra, con documenti concreti, che adeguarsi all’accessibilità avrebbe un costo o un impatto davvero eccessivo per l’azienda. Non basta dichiararlo ovviamente, ma va dimostrato!
Riferimenti normativi:
- Direttiva UE 2019/882 (EAA)
- D.lgs 82/2022
- EN 301 549
La precisazione fondamentale è questa: l’EAA non si applica a tutte le aziende in modo indiscriminato, ma solo a chi offre determinati servizi digitali al pubblico, tra cui:
- e-commerce
- servizi bancari e finanziari
- piattaforme di prenotazione
- ebook e piattaforme di lettura
- servizi di trasporto
- telecomunicazioni
Un sito vetrina aziendale, senza servizi digitali rivolti direttamente ai consumatori, non rientra automaticamente nell’obbligo EAA.
Microimprese (meno di 10 dipendenti)
In ambito EAA, le microimprese sono esentate.
❌ La dichiarazione di accessibilità non è obbligatoria.
❌ L’accessibilità non è obbligatoria.
Le deroghe sono permanenti.
Riferimenti normativi:
- Direttiva UE 2019/882
- D.lgs 82/2022
Attenzione però: una microimpresa può comunque rientrare negli obblighi se lavora per una pubblica amministrazione, gestisce un servizio pubblico o realizza progetti finanziati con fondi pubblici!
Altri soggetti privati non finanziati
Per i privati che non ricevono fondi pubblici e non rientrano nei servizi coperti dall’EAA:
❌ La dichiarazione di accessibilità non è obbligatoria.
❌ L’accessibilità non è obbligatoria.
Non servono deroghe.
Riferimenti normativi:
- EN 301 549, applicabile su base volontaria o contrattuale
Detto questo, sempre più spesso l’accessibilità viene richiesta in gare, bandi, collaborazioni con enti pubblici o come requisito legato alla responsabilità sociale (ESG) per cui… occhio!
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Chiarimento sulle WCAG
Le WCAG (Web Content Accessibility Guidelines) non sono una legge ma sono le linee guida tecniche internazionali per costruire siti accessibili e diventano vincolanti quando vengono richiamate da norme e regolamenti, come:
- EN 301 549
- Linee guida AgID
- Direttiva EAA
Attualmente (nella maggior parte dei contesti) il livello richiesto è WCAG 2.1 livello AA, con un progressivo allineamento alle WCAG 2.2. (aiuto! 🫠).
Ad ogni modo, se ti restano ancora dubbi, puoi sempre contattarmi e richiedere una valutazione del tuo sito web!







