C’è chi ha un sito bello e funzionante ma non ha visualizzazioni e chi, al contrario, riceve visualizzazioni ma non richieste di contatto! E si, può succedere più spesso di quanto si pensi: il sito è posizionato su Google, riceve traffico organico, ma le richieste di contatto non arrivano.
Qualche giorno fa ho fatto una chiacchierata con un ragazzo interessato a uno dei miei percorsi di mentoring per web designer e durante la call mi racconta che il suo sito è in prima pagina su Google per la città in cui lavora e che dai dati di Google Analytics risulta che il traffico organico esiste davvero.
Il problema è che non converte. Le persone entrano sul sito, navigano, ma nessuno gli scrive!
Quando si pensa a un sito che funzioni si tende a pensare soprattutto al traffico: arrivare in prima pagina su Google sembra l’obiettivo finale! In realtà non è così, perché di fatto il traffico è solo uno dei tanti elementi che vanno tenuti in considerazione. Infatti, see il sito non riesce a trasformare i visitatori in contatti o clienti, il possibile traffico che riceve serve a ben poco!
Vediamo quindi alcune delle cause più frequenti quando un sito riceve visite ma non genera richieste.
Indice dei contenuti
Il traffico che arriva potrebbe non essere quello giusto
La prima cosa da capire è sempre che tipo di traffico sta arrivando sul sito.
Essere posizionati su Google non significa automaticamente intercettare persone che stanno cercando un professionista. In molti casi il sito appare per ricerche informative, fatte da utenti che stanno semplicemente cercando informazioni o cercando di capire meglio un argomento. Altre volte invece, capita che senza volerlo, ci si posiziona per ricerche che di fatto non sono in linea con i servizi che vendiamo.
Ricorderò sempre una cliente che di lavoro era operatrice olistica e tra le varie attività faceva massaggi. Forse puoi immaginare la piega che prende questa storia (🤣) sta di fatto che lei ebbe la fantastica idea di scrivere un articolo sui “massaggi sensuali”. L’articolo in verità parlava di come un massaggio potesse connetterti con la tua parte più sensuale e il messaggio era interessante e profonto. Peccato che si posizionò così bene per frasi chiave come “massaggio sensuale” che vi lascio immaginare la tipologia di chiamate che iniziò a ricevere. Dovette addirittura cambiare numero perché riceveva chiamate e messaggi in piena notte!!!
Ok ok comunque, chiusa parente sui massaggi sensuali, ciò che voglio dire è che a volte può appunto capitare che il traffico esiste, ma l’intenzione di contattare qualcuno non c’è o è diverso rispetto a quella che vogliamo 🙃.
È la differenza tra chi cerca informazioni generiche e chi invece ha già un bisogno concreto e sta cercando qualcuno che lo aiuti a risolverlo. Quando il sito intercetta soprattutto ricerche informative, il risultato è semplice: le visite arrivano, ma non si trasformano in contatti!
Non è chiaro cosa fai e per chi lo fai
Un altro problema molto comune riguarda la chiarezza della comunicazione.
Molti siti sono curati dal punto di vista grafico, ma quando una persona arriva sulla homepage fatica a capire cosa offre realmente il professionista. Magari trova immagini belle, titoli evocativi o frasi un po’ astratte, ma manca una spiegazione semplice e immediata del servizio.
Quando un utente arriva su un sito dovrebbe capire nel giro di pochi secondi tre cose fondamentali: che tipo di servizio offri, per chi è pensato e quale problema risolvi.
Se queste informazioni non sono immediate, l’utente spesso non si prende il tempo di cercarle. Chiude la pagina e continua la ricerca altrove.
La grafica del sito potrebbe non comunicare professionalità
Un aspetto che spesso viene sottovalutato è la percezione visiva del sito. Quando una persona arriva su una pagina web impiega pochissimi secondi per farsi una prima impressione. Ancora prima di leggere i testi, valuta inconsciamente se quel sito appare professionale, affidabile e coerente con il tipo di servizio che sta cercando.
Se la grafica è datata, poco curata o poco coerente, può trasmettere un messaggio involontario: quello di un servizio poco professionale o poco aggiornato.
Questo non significa che un sito debba essere necessariamente complesso o pieno di effetti visivi!Al contrario, spesso i siti più efficaci sono anche quelli più semplici… “less is more” (frase che io amo 💜).
Quello che fa davvero la differenza è la qualità della progettazione visiva: tipografia leggibile, colori coerenti, immagini curate e una struttura grafica che trasmetta ordine e professionalità.
Un sito con una grafica poco curata rischia inoltre di attirare il tipo di pubblico sbagliato. La UI, cioè l’interfaccia visiva del sito, ha anche il compito di comunicare il posizionamento del professionista e di attrarre il tipo di cliente con cui desidera lavorare.
Se questo equilibrio non c’è, il risultato può essere un sito che riceve visite ma che non riesce ad attirare i clienti giusti.
Inutile dire che per noi web designer questo aspetto conta ancora di più: come dissi al ragazzo durante la call “il tuo sito deve essere il più bel sito che tu abbia progettato, perché è la tua vetrina sul mondo che racconta il TUO modo di sviluppare siti web”.
Scarsa user experience: l”esperienza di navigazione rende difficile la conversione
Oltre alla parte visiva, c’è poi un altro aspetto fondamentale: l’esperienza di navigazione (User experience). Perchè si, anche un sito esteticamente bello può avere problemi di conversione se il percorso dell’utente non è stato progettato con attenzione!
Quando una persona arriva sul sito dovrebbe riuscire a orientarsi facilmente, capire dove trovare le informazioni che cerca e arrivare in modo naturale alla possibilità di contattarti.
Se invece la navigazione è poco chiara, le informazioni sono sparse o il percorso verso il contatto non è evidente, l’utente rischia di perdersi lungo la strada senza capire estattamente cosa cliccare, dove andare, come contattare…
A volte bastano davvero piccoli ostacoli per interrompere il processo: un menu poco chiaro, troppe informazioni tutte insieme, pagine molto lunghe senza una struttura ben definita oppure call to action poco visibili. Sul mio account Instagram ho anche una serie di Reel dedicati ai bias cognitivi applicati al web design; giusto per citarne uno, l’effetto Von Restorff è proprio uno di quei meccanismi che possono influenzare la UX e la capacità di un elemento di emergere all’interno della pagina!
Per cui, la UX (cioè l’esperienza complessiva che il sito offre all’utente) ha proprio il compito di accompagnare la persona passo dopo passo fino al momento in cui decide di fare il passo successivo.
Quando questo percorso non è progettato bene, può succedere che il sito riceva traffico ma che le persone escano prima di arrivare alla richiesta di contatto.
Mancano elementi che trasmettano fiducia
Quando qualcuno visita un sito per la prima volta non conosce il professionista che c’è dietro. Non sa come lavora, non sa che risultati ha ottenuto, non sa se può fidarsi! La fiducia è la chiave numero uno per convertire (questo vale in qualsiasi settore, a prescindere dal mondo del web design!).
Per questo motivo è fondamentale inserire elementi che aiutino a costruire credibilità: progetti realizzati, portfolio, casi studio, testimonianze di clienti o esempi concreti di lavori svolti.
E mi raccomando: quando parlo di testimonianze mi riferisco a recensioni vere.
Lo sottolineo perché, incredibile ma vero, una volta mi è capitato che una cliente mi mandasse una serie di recensioni completamente inventate. Me ne accorsi perché uno dei nomi era identico a quello usato in un’altra recensione e glielo feci notare. La sua risposta fu: “Ah sì? Allora cambialo pure tu, tanto sono finte.” Io così 😨.
Al di là dell’aspetto etico… è anche una pessima strategia! Le persone percepiscono molto più facilmente di quanto si pensi quando qualcosa non è autentico e questo può compromettere completamente la fiducia nei tuoi confronti!
Quando queste informazioni mancano, il sito può anche ricevere traffico da Google, ma l’utente potrebbe non sentirsi abbastanza sicuro da fare il passo successivo e scrivere.
A volte il problema è nell’offerta
Ci sono poi situazioni in cui il sito è fatto bene, il traffico è quello giusto e la comunicazione è chiara, ma l’offerta non è percepita come particolarmente interessante o diversa da quella dei concorrenti… insomma il tuo prodotto / servizio fa 💩, e qui c’è ben poco da fare 😅.
Come capire se il tuo sito ha un problema di conversione
Quando un sito riceve traffico ma non genera richieste di contatto, il problema raramente è uno solo. Nella maggior parte dei casi si tratta di una combinazione di fattori: comunicazione poco chiara, una grafica che non trasmette abbastanza professionalità, elementi di fiducia assenti oppure un’esperienza di navigazione che rende difficile arrivare al passo successivo!
La buona notizia è che questi aspetti (nella maggior parte dei casi) si possono individuare e correggere e a volte bastano piccoli interventi sulla struttura delle pagine, sul modo in cui il servizio viene presentato o sul percorso che accompagna l’utente verso il contatto per cambiare completamente i risultati di un sito.
Un buon punto di partenza è provare a guardare il proprio sito con gli occhi di chi arriva per la prima volta. È davvero chiaro cosa offri? È evidente a chi è rivolto il servizio? È semplice capire come iniziare una collaborazione?
Se la risposta a queste domande non è immediata, è possibile che ci sia qualcosa da migliorare…
Se ti ritrovi in questa situazione e il tuo sito riceve visite ma non genera contatti, possiamo analizzarlo insieme! Se vuoi parlarne, puoi contattarmi e raccontarmi la tua situazione! Sarò felice di analizzare il tuo sito e aiutarti a capire cosa migliorare per riuscire finalmente a convertire quegli utenti… in clienti!







