Hai finalmente deciso che vuoi diventare web designer freelance e sei pront@ ad aprire partita IVA?Lo so, fa paura anche solo nominarla… Io stessa ho rimandato per mesi, tra dubbi, domande e paure tipo “e se poi non fatturo abbastanza?” o peggio ancora “E se sbaglio tutto e arriva una multa astronomica?”. Se ti senti così, rilassati… sei normale e non sei sol@!
Qui ti racconto la mia in merito all’apertura della partita IVA se sei un web designer freelance. Prenditi un caffè (o una tisana, vedi tu! 😂) e partiamo insieme.
Indice dei contenuti
Trova un BRAVO commercialista
Non tutti i commercialisti sono uguali, e quello sbagliato può farti perdere tempo, soldi e salute mentale. Quando ho iniziato, pensavo fosse sufficiente rivolgersi a chiunque avesse un diploma appeso al muro… Sbagliato! Ho cambiato per due commercialisti prima di trovare uno studio come si deve che mi seguisse!
Ecco i miei 2 cents in merito alla scelta e alla gestione del rapporto col tuo commercialista:
- Un buon commercialista ti aiuta a capire quali sono le scelte più vantaggiose per te, in base alla tua situazione specifica. Un’ottimo punto di partenza può essere la consulenza di un commercialista online (ad esempio FidoCommercialista): risparmierai tempo, e avrai subito risposte certe! 😉
- Fatti sempre mettere tutto per iscritto: io ho imparato a mie spese che le indicazioni date per telefono non valgono nulla davanti a un problema fiscale!
- Cerca qualcuno che lavori già con professionisti digitali come te: sarà tutto più semplice e non dovrai spiegare ogni volta che “no, non vendo prodotti fisici!”
- Un consiglio extra: chiedi ad altri colleghi freelance, così avrai feedback diretto su professionalità e affidabilità!
Regime fiscale: Forfettario o Ordinario?
Quando stavo valutando di aprire la partita PIVA non capivo bene la differenza tra regime ordinario e regime forfettario. Mi dicevano tutti cose diverse ed ero sempre più confusa.
Quando apri partita IVA, scegliere il regime fiscale giusto è fondamentale. Ecco le principali differenze in modo semplice (così non impazzisci come ho fatto io inizialmente!):
Regime Forfettario:
- Tassazione super agevolata al 5% (per i primi 5 anni) o 15%.
- Fatturato massimo di 85.000€ annui.
- Niente IVA: quindi non devi aggiungerla ai tuoi prezzi (ottimo anche per la concorrenza!).
- Perfetto se hai poche spese professionali deducibili, perché queste non possono essere scaricate singolarmente (il fisco applica una deduzione forfettaria sul tuo fatturato).
- Ideale se il lavoro lo fai principalmente tu. Cosa vuol dire? Che se hai intenzione di rivendere servizi di altri professionisti (ad esempio, copywriters, SEO specialist, fotografi ecc) questo regime NON ti conviene in quanto non potrai scaricare nessuna di queste spese.
Regime Ordinario:
- Utile e necessario se hai molte spese deducibili (affitto ufficio, hardware costosi, viaggi frequenti ecc.)
- Tassazione progressiva in base al tuo reddito (più guadagni, più paghi).
- Applicazione IVA (22% sulle fatture emesse).
- Nessun limite al fatturato annuale.
- Ideale se fai rivendita di servizi.
Esempi pratici
Per capirci: con il regime forfettario, se fatturi 30.000€ l’anno, pagherai le tasse sul 78% del fatturato, in quanto il restante 22% è appunto il famoso “forfait” che lo stato considera come tue spese legate all’attività.
Col regime ordinario, invece, su quegli stessi 30.000€ devi calcolare IVA, scaricare ogni singola spesa e gestire una contabilità un po’ più complessa.
Ad esempio: se sei in regime ordinario e vuoi farti pagare 1000€ per un servizio, al cliente dovrai fatturare 1220€ (1000€ + 22% di IVA). Quindi, tu incassi 1220€ ma di fatto, i 220€ sono di IVA e li dovrai accantonare perchè ogni 3 mesi dovrai mandarli allo Stato. E credimi, a fine mese vedrai tanti soldi sul tuo conto corrente ma indovina? Praticamente solo 1/3 di quei soldi è veramente tuo! 😂
La mia esperienza? Ho iniziato col forfettario per semplicità, e lo consiglio assolutamente agli inizi, e non solo! A mio avviso il regime ordinario vale la pena solo se, come accennato sopra, vuoi rivendere servizi, hai tante spese da scaricare oppure il tuo fatturato supera di gran lunga i 100k (io direi, che se fatturi 150k può valerne la pena… ma al di sotto… meh).
Come sempre questa è una mia considerazione personale, e nessuno potrà consigliarti meglio di un valido commercialista o consulente fiscale!
Occhio al target: chi sono i tuoi clienti ideali?
Un’altra riflessione importante da fare riguarda il tuo target: chi sono i tuoi clienti ideali? Che esigenze hanno?
Ti faccio un esempio pratico: nel mio caso, il 90% dei clienti sono liberi professionisti che, proprio come me, operano in regime forfettario. Per loro quel famoso 22% extra di IVA rappresenta semplicemente un costo aggiuntivo, che non potranno scaricare.
Ecco perché, per un cliente tipo, pagare 2000€ per il proprio sito web invece di 2440€ può fare la differenza!
Diversamente, se il tuo target ideale è costituito da aziende più strutturate, quel 22% di IVA sarà molto meno determinante: le aziende possono recuperarla, per cui a conti fatti non farà alcuna differenza nel loro budget finale.
La morale è questa: quando scegli il tuo regime fiscale, ricorda sempre di tenere ben presente a chi ti rivolgi e quali sono le esigenze reali dei tuoi clienti!
Gestione separata INPS o cassa artigiani e commercianti?
Ecco un altro dubbio frequente: a quale gestione INPS iscriversi?
Gestione separata INPS
Ideale per chi offre principalmente servizi intellettuali, come web designer freelance.
- Paghi contributi variabili in base al tuo reddito reale
- Se non guadagni, non paghi nulla.
- È ottima agli inizi o se hai guadagni variabili durante l’anno.
Cassa Artigiani e Commercianti INPS
È obbligatoria se svolgi attività artigianali o commerciali (es. vendita di prodotti fisici).
- Prevede contributi fissi trimestrali da pagare a prescindere dai tuoi incassi
- Conviene se hai un fatturato stabile e alto, perché la percentuale contributiva diventa più gestibile rispetto a quella della gestione separata.
I contributi fissi per la Gestione artigiani e commercianti INPS sono generalmente attorno ai 4.200€ all’anno, divisi in quattro rate trimestrali (circa 1.050€ a trimestre). Questi contributi fissi sono obbligatori e devono essere pagati indipendentemente dal fatturato.
In aggiunta a questa cifra fissa, c’è una percentuale variabile (circa il 24%) che si applica solo sulla quota di reddito eccedente il reddito minimo previsto (intorno ai 17.500€ annui circa).
Sei agli inizi? Iscriviti alla gestione separata INPS!
La gestione separata INPS è ideale se lavori principalmente come web designer freelance e non realizzi oggetti artigianali o attività commerciali parallele e se sei ancora all’inizio della tua attività, senza quindi una previsione di reddito elevata (come accennavo prima che non superi i 30k circa).
Considera che:
Paghi i contributi solo in base ai tuoi guadagni effettivi. Niente spese fisse mensili!
Niente guadagni = niente contributi
Questo è davvero un grande vantaggio quando si è agli inizi!
Personalmente, ti consiglio di iniziare con la gestione separata. Una volta superati i 25-30k di fatturato, potrebbe valer la pena cambiare alla Gestione Artigiani o Commercianti INPS, perché così avrai un fisso trimestrale invece che una percentuale variabile.
Attenzione però: assicurati che il tuo commercialista sia tempestivo in questo cambio. Io purtroppo ho avuto un’esperienza negativa perché il mio commercialista iniziale non mi fece passare alla Gestione Artigiani in tempo (nonostante l’avessi avvisato prima dell’anno nuovo!) e ci ho rimesso quasi 7k… 😅 Ecco perché ribadisco l’importanza di un professionista serio e affidabile!
Ah, e un ultimo consiglio: resta aggiornata con corsi e masterclass, non solo tecniche ma anche sulla fiscalità per freelance!
La mia esperienza personale
Sono stata in regime forfettario per circa 3 anni, per poi passare all’ordinario e restarci per un paio d’anni e – nel 2024 – tornare al forfettario. Quest’esperienza mi ha aiutata a capire cosa volessi davvero per la mia attività e, dopo una luuuunga introspezione 😅, ho deciso di tornare al forfettario.
Quando sono passata al regime ordinario, ho voluto testare se nel mio futuro professionale ci fosse la possibilità di aprire una mia web agency, strutturata con più collaboratori e in grado di offrire più servizi ai miei clienti.
Ci ho provato e, anche se i miei collaboratori erano tutti professionisti estremamente selezionati e con cui potevo davvero “dormire sonni tranquilli”, ho realizzato che no, non era quello che volevo. Mi occupavo della gestione del cliente, del design e dello sviluppo del sito (come sempre), ma in più dovevo gestire la comunicazione relativa ai servizi accessori e coordinare attività e feedback con gli altri professionisti. Il tempo, però, restava sempre lo stesso, anche se le attività si erano praticamente triplicate: il risultato? Avevo troppe cose da fare e, per far funzionare la baracca, avrei dovuto rinunciare a “fare il mio”, delegando quasi tutto.

Era davvero quello che desideravo?
Decisamente no.
Amo il design e lo sviluppo, e non vorrei mai smettere di fare qualcosa che mi appassiona soltanto per aumentare il fatturato. Per questo ho deciso di fare un passo indietro. E credimi, non è stato semplice! Ho avuto la sensazione che, invece di andare avanti, stessi in qualche modo regredendo… ma è davvero così quando scegliamo di avere più tempo per noi stessi e meno sbattimenti?
Ho deciso di sacrificare qualche migliaio di euro per vivere meglio… perciò no, non credo sia affatto un passo indietro, anzi!
In breve… Se stai iniziando
Commercialista competente.
Regime fiscale forfettario
Gestione separata INPS all’inizio per non avere costi fissi
Per cui, se apri la PIVA in regime forfettario e gestione separata, possiamo dire che l’unico costo fisso che avrai sarà l’onorario annuale del tuo commercialista (in media dai 300€ ai 1000€ / anno a seconda del professionista che scegli).
Se hai ancora dubbi, puoi sempre confrontarti con me con una consulenza personalizzata!
✨ ARTICOLO REALIZZATO IN COLLABORAZIONE CON FIDOCOMMERCIALISTA







