Hai già un portfolio. Hai i tuoi lavori pubblicati, magari anche belli esteticamente, ma… non genera risultati.
Nessuno ti scrive “ho visto il tuo portfolio e vorrei lavorare con te”.
Eppure ci hai speso ore, giorni, forse settimane?
Il fatto è che il portfolio non deve solo mostrare cosa sai fare, ma vendere la tua competenza.
In questo articolo ti spiego come trasformarlo quindi in uno strumento di marketing vero e proprio che sia capace di attrarre i clienti giusti, comunicare il tuo valore e diventare parte della tua strategia di vendita.
Il portfolio come leva strategica di marketing
Il portfolio non serve solo a dire “guarda quanto sono brav@” ma serve a comunicare la tua specializzazione e a far capire al potenziale cliente perché scegliere te.
Se mostri di tutto, loghi, volantini, brochure, post per i social media, siti web, blog ecc il messaggio diventa confuso. Chi arriva sul tuo sito non capisce in cosa sei davvero forte.
👉 Se ti serve una base da cui partire, leggi il mio articolo Come creare un portfolio da web designer, dove spiego come impostare la struttura del portfolio in modo chiaro e coerente.
Un portfolio “avanzato” invece fa molto di più:
- Posiziona il tuo brand (fa quindi capire per chi lavori e che approccio hai)
- Rafforza la fiducia (mostra risultati reali e testimonianze)
- Innesca curiosità (“questo è proprio il tipo di progetto che cerco”)
Storytelling e valore percepito
Quando presenti un progetto, non limitarti a dire “sito web per studio dentistico” ma racconta la storia dietro al progetto: il problema iniziale, le difficoltà, il processo e il risultato finale.
Il cliente non compra un sito, compra il percorso e la sicurezza che tu sai cosa stai facendo.
Esempio: “Lo studio era online da anni, ma il sito non generava contatti. Abbiamo analizzato la UX e riscritto i contenuti per renderli più chiari e orientati alla conversione. Dopo il restyling, le richieste di appuntamento sono aumentate del 40%.”
Aggiungi elementi che aumentano la fiducia:
- Screenshot o video brevi del processo
- Brevi citazioni del cliente (“ora i pazienti ci trovano facilmente online”)
- Obiettivi raggiunti (anche piccoli)
È questo storytelling che trasforma un portfolio in un case study professionale.
Come trasformare i progetti in casi studio efficaci
Un caso studio ben scritto segue una struttura semplice:
- Il contesto – chi è il cliente e qual era la situazione iniziale
- L’obiettivo – cosa volevano ottenere
- La soluzione – cosa hai fatto concretamente
- Il risultato – cosa è cambiato dopo
Se puoi, aggiungi dati concreti: “+30% di richieste dal sito”, “+20% di tempo medio di permanenza”.
Non sempre li avrai ahimè, ma quando ci sono, fanno la differenza!
👉 Ne ho parlato anche nell’articolo dove spiego come ottenere feedback autentici da usare nel tuo sito (e portfolio!)
Errori “avanzati” che ti fanno perdere clienti (anche se il sito è bello 🙃)
- Progetti senza contesto
Ricorda: i lavori belli ma senza storia non creano connessione.
Mostra come ci sei arrivat@, non solo il risultato finale! - Portfolio troppo tecnico
Se parli solo di “CSS custom” e “performance”, il cliente non capisce… Per cui, se usi termini tecnici, cerca poi di tradurre il messaggio anche in un linguaggio semplice, comprensibile a chiunque. - Nessuna call to action
Il portfolio deve invitare all’azione. Inserisci CTA come “Prenota una discovery call” o “Richiedi una consulenza gratuita” verso la fine!
Analizza, aggiorna e… migliora!
Lo so, lo so… non è semplice! Spesso crei il tuo portfolio e poi lo lasci lì, morto, per mesi, a volte anni! non c’è niente di più sbagliato! Il mio consiglio? Aggiornalo almeno una volta ogni 6 mesi: aggiungi nuovi lavori, elimina quelli vecchi, rivedi testi e immagini.
Puoi anche analizzare i dati di traffico con strumenti come Google Analytics per capire:
- quali progetti ricevono più visite
- quali link vengono cliccati
Questo ti aiuta a capire cosa interessa davvero ai potenziali clienti!
Integra il portfolio nella tua strategia di visibilità
Hai già fatto un lavorone per popolare il tuo portfolio? Ottimo! Ora sfruttalo riutilizzando i contenuti, ad esempio:
- in una newsletter (“ti racconto il dietro le quinte di un restyling interessante”)
- sui social, soprattutto LinkedIn e Instagram
- in un PDF di presentazione per collaborazioni con agenzie
- nelle discovery call, come supporto visivo per mostrare casi studio simili
Per concludere
Un portfolio non serve solo a mostrare quello che fai, ma a raccontare chi sei come professionista.
Quando diventa strategico, non è più un album di lavori: è uno strumento di marketing che lavora per te anche quando non sei davanti allo schermo.

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